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Dal gioco alla guerra

19 Mar

Il bambino gioca, nel vero senso della parola, cioè scopre, crea, immagina e si diverte.

L’adulto invece usa la parola “gioco” ma ignorandone l’etimologia; infatti, dice di star giocando, ma in realtà sta gareggiando, competendo, sfidando. Allora “gioca” una partita col desiderio di vincere, creando di fatto, sempre, un vincitore ed uno sconfitto.

L’uomo ha bisogno di vincere a mio parere, perché ha smarrito sé stesso (a differenza del bambino) e inconsciamente lo ricerca, ma nella direzione sbagliata.

Eppure, questa distorsione, questa malattia e quindi questa sofferenza, è una prerogativa esclusivamente umana. La natura, i bambini piccoli per esempio, non ne sono afflitti. Se osservo dei fiori in un campo, gli animali, vedo come si muovono e non trovo né agonismo né competizione. Ogni essere in natura cresce senza invidia, senza egoismo preoccupandosi solo di svolgere il proprio compito. Questi esseri infatti sanno chi sono. Quando gli animali giocano, lo fanno per divertirsi senza altri fini. Non devono dimostrare a mamma o papà di essere superiori a qualcuno ed allo stesso tempo non temono di essere rimproverati per non essere all’altezza..

L’uomo invece “gioca” d’azzardo..per arricchirsi..(e non importa se quei soldi provengono dalle tasche di un altro che si è ridotto sul lastrico o da chissà dove …).

L’uomo (una squadra) “gioca” per vincere un premio, così potrà pubblicare le foto della vincita, potrà dimostrare all’esterno di essere “qualcuno” e sicuramente più bravo di quello che ha volutamente sconfitto.

Ma perché?

Perché ha perso sé stesso. E allora potremo vincere tutte le medaglie del mondo, tutti i tornei, tutte le lotterie ma non saremo mai soddisfatti, mai felici, solo euforici per un breve periodo. Ecco che non solo non avremo trovato noi stessi e questo ci riporterà al punto di partenza, ma dovremo anche preoccuparci di difendere l’immagine, il bottino, la coppa che abbiamo vinto.

Cosa c’entra questo con la guerra? Noi gareggiamo tutti i giorni, anche quando parliamo, inconsapevolmente la vogliamo sempre spuntare sull’altro, dobbiamo sempre dimostrare di essere superiori per essere..qualcuno. Sfoggiamo la nostra cultura, la nostra auto, il nostro conto in banca, la nostra casa, la nostra posizione lavorativa…

Torniamo a divertirci e a giocare come fanno i bambini, osserviamo la natura imitandola e smettiamola di competere, perché è proprio questa l’origine di ogni guerra.

Mentre finisco di scrivere mi domando se non è proprio a questo a cui si riferiva il Maestro dei maestri: “..se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” (Mt 18,1)

19/03/2022

 
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